Villa San Pietro

Zanda, continuerò con le ultramaratone

"Con o senza piedi proseguirò con la mia professione, continuerò a fare le ultramaratone". Non si arrende Roberto "Massiccione" Zanda, l'ironman cagliaritano ricoverato nell'ospedale di Whitehorse, in Canada, a seguito del congelamento di mani e piedi avvenuto mentre partecipava alla Yukon Artic Ultra, la maratona in solitaria sulla neve dove il termometro scende anche a -50 gradi. Ai microfoni di una tv canadese che lo ha raggiunto in ospedale per un'intervista, Zanda, ancora sofferente, ha raccontato quanto si ricorda dell'accaduto, dal momento in cui non trovava più i segnali che delimitavano il tracciato, fino al salvataggio arrivato 14 ore dopo. Una lunga intervista in cui "Massiccione" ha anche accusato l'organizzazione della competizione. "Questa è una bellissima gara, una gara estrema - ha detto - al quinto check-point eravamo tre in gara, il 95% degli atleti era già fuori. Sarebbe bastato che l'organizzazione avesse avuto un poco più di cura nel controllare la pista che queste cose non sarebbero successe. Eravamo tre atleti, distribuiti lungo venti miglia. Un paio di motoslitte sarebbero bastate per controllare il tracciato e non sarebbe successo nulla". Zanda sta proseguendo con le cure a Whitehorse. Ha fatto una risonanza vascolare i cui risultati non sarebbero del tutto positivi, rimane purtroppo l'ipotesi che all'atleta sardo vengano amputate parzialmente mani e piedi. Non sarà più trasferito all'ospedale di Vancouver, come previsto fino a qualche giorno fa, ma prossimamente potrebbe tornare in Italia ed essere ricoverato in Valle d'Aosta, in un centro specializzato nel trattamento di casi come il suo. (ANSA).

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